L’austero castello eretto in epoca longobarda su un
antichissimo sito etrusco e poi romano, demolito una prima
volta dai Goti di Totila nel 548 d.c., già nel mille era
considerato imprendibile. Ebbe il massimo splendore nell’alto
medioevo per potenza militare e religiosa. Anticamente
composto da un nucleo fortificato ed un monastero, fu dimora
nobilissima degli Scifi conti di Sassorosso, famiglia di origine
imperiale al seguito di Federico II, a cui l’imperatore concesse
il castello quale feudo e da cui discende S. Chiara d’Assisi,
dei Tancredi, stirpe di condottieri di guerra e di pace che
ricoprirono importanti cariche per il Comune di Perugia e dei
Montemelini. Sul finire del XV sec. il feudo passa ai Signorelli
per poi divenire, ormai in decadenza, dal 1699 dimora estiva
dei Graziani, dei Baglioni e degli Ansidei. In seguito fu
inglobato nello stato pontificio fino all’unificazione d’Italia.
Oramai completamente in rovina dopo alterne vicende, oggi
sta tornando al suo antico splendore.